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La canzone di Achille – Madeline Miller

Salve a tutti lettori, come state? Oggi vi propongo una nuova recensione, che vi porterà in un’antica epoca di déi ed eroi..

TITOLO: La canzone di Achille.

AUTORE: Madeline Miller

EDITORE: Marsilio

PREZZO: 11.00 euro.

TRAMA: Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l’orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d’armi – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d’amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell’epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l’omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l’ormai usurata vicenda di Elena e Paride.


RECENSIONE: Tutti conosciamo il mito della Guerra di Troia; quella guerra maledetta nata dal rapimento di una giovane regina spartana, Elena, e conclusa con la distruzione di una intera città e la fine di una dinastia.

Nel libro La canzone di Achille“, Madeline Miller lascia relegato sullo sfondo il mito della Guerra di Troia e racconta la storia di due giovani, Achille e Patroclo, nati da famiglie potenti e destinati a grandi imprese, degne di essere ricordate in eterno. I due protagonisti crescono insieme su un’isola tranquilla e serena, Ftia, dove non esistono guerre per il potere e dove i giovani vengono addestrati a combattere per la propria difesa. Achille e Patroclo, che in origine si evitavano, scoprono insieme tutto ciò che la vita  riserva loro: le gioie e i dolori, le vittorie e le sconfitte, l’amore e la morte. Eros e Thanatos, amore e morte,  legati indissolubilmente insieme, saranno preminenti in tutta la vita di Achille e Patroclo.

Achille è il grande guerriero, figlio del re Peleo ed erede al trono di Ftia, adorato dai suoi uomini per la sua bravura nel combattere e temuto dai re per la sua origine divina, in quanto figlio della ninfa Teti. Un giovane spensierato che adora suonare la lira e ama cantare, che rifiuta la guerra ma che è costretto a parteciparvi a causa del suo orgoglio e del suo desiderio di gloria. Achille sa bene, però, che non può avere tutto dalla vita, e che  il suo desiderio di gloria lo porterà a dover rinunciare a qualcosa di importante a cui tiene, come è successo a tutti i grandi eroi prima di lui.

“Dimmi il nome di un eroe che è stato felice.”

Riflettei. Eracle era impazzito e aveva ucciso la sua famiglia; Teseo aveva perso la sua sposa e suo padre; i figli e la nuova consorte di Giasone erano stati uccisi dalla sua prima moglie; Bellerofonte aveva ucciso la chimera ma era caduto dal dorso di Pegaso ed era rimasto storpio.

“Non puoi.” Si alzò a sedere e si sporse in avanti.

“Non posso.”

“Lo so. Gli dei non permettono a nessuno di essere famoso e felice.”

Patroclo, voce narrante della storia, è un reietto. È stato rinnegato dal padre ed esiliato a Ftia per aver commesso un omicidio. Data la sua giovane età e la sua posizione sociale, il ragazzo non pensava che il padre potesse decidere per lui questo destino.  La verità è che il re Meleagro non lo ha mai considerato come un figlio a causa della sua costituzione debole e del suo carattere non amante della guerra. Patroclo viene esiliato a Ftia ed è proprio lì che incontra Achille: immediatamente rimane accecato dalla sua luce interiore e dalla sua popolarità. Lo osserva da lontano e quando, finalmente, Achille si avvicina a lui i due giovani imparano a conoscersi. Patroclo si innamora di Achille fin dal primo momento  e per lui è pronto a tutto, anche a morire.

Aveva davvero pensato che non lo avrei riconosciuto? Lo riconoscerei anche solo dal tocco, dal profumo, lo riconoscerei anche se fossi cieco, dal modo in cui respira, da come i suoi piedi sferzano la terra. Lo riconoscerei anche nella morte, anche alla fine del mondo.

L’amore che lega Achille e Patroclo  è sincero e dolce. Nell’antica Grecia  non era considerato  scandaloso che due uomini si intrattenessero anche intimamente, ma di certo era disdicevole che un principe valoroso si accompagnasse tutto il giorno ad un giovane senza alcuna speranza di ottenere gloria e ricchezze. Achille e Patroclo testimoniano che non serve la gloria per essere felici, che a volte basta solo un sorriso o una carezza dalla persona che ha un animo affine e che comprende lo stato  d’animo altrui.

L’unica cosa che distingue i due amici  è il desiderio di gloria senza fine di Achille,  motivo che porterà entrambi alla morte. Achille è nato per combattere e   il suo destino è legato inesorabilmente alla caduta di Troia . Patroclo, di buon cuore, vorrebbe vedere Achille invecchiare e morire accanto a lui ad una veneranda età, ma comprende anche il  desiderio di gloria del suo amico, ed è proprio per questo che è pronto a seguirlo sulla sabbia di Troia, sperando di poter ingannare gli dèi e il destino. E’ noto che gli dèi non permettono agli eroi di avere tutto: o la gloria o l’amore. 

“Ma perché è stato colto da follia?”

“Gli dei volevano punirlo” rispose Chirone.

Achille scosse la testa, impaziente. “Ma la punizione più grande è stata quella subita da lei. Gli dei sono stati ingiusti.”

“Gli dei non sono tenuti a essere giusti, Achille” disse Chirone. “E dopotutto forse il dolore più grande è quello di chi viene lasciato da solo sulla terra. Non credi?”

Nei poemi del ciclo troiano è sempre Achille l’eroe, colui che decreta la fine di Troia uccidendo il migliore guerriero, Ettore. Ma è davvero questa la verità? Dopo tutto è stata la morte di Patroclo che ha convinto Achille ad abbandonare  dalla sua furia e ricominciare a combattere. È stato Patroclo che ha dato coraggio ai soldati greci indossando l’armatura di Achille ed esortandoli a combattere. È stato Patroclo  che, con il suo sacrificio, ha segnato la fine della Guerra.

Quindi vi chiedo… secondo voi chi è il vero eroe in questa storia?

Madeline Miller mi ha davvero incantata dando vita ad una storia dal ritmo serrato, ma mai confusionario, dalle ambientazioni meravigliose e dai dialoghi accattivanti e mai banali. Ha saputo ricreare un mondo perduto da secoli che ancora incanta i lettori e gli appassionati, e che io personalmente amo grazie anche ai miei studi classici.

La storia di Achille e Patroclo fatta di felicità, tristezza, dolore, amore e morte è entrata nella mia TOP10 dei libri dell’anno che mi hanno fatta sognare, ridere e anche piangere grazie ad un finale degno della migliore tragedia greca.


Spero di leggere presto anche il nuovo libro di Madeline Miller intitolato “Circe”.

Alla prossima avventura!

L.

 

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